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2 agosto 2011 2 02 /08 /agosto /2011 15:12

In questo articolo troverete informazioni sul funzionamento degli anelli di tenuta, sui diversi tipi presenti in commercio e sulle varie caratteristiche tecniche. Scorrete in basso la pagina per saperne di più!

Caratteristiche ed utilizzo

Gli anelli di tenuta (di gomma ed altri materiali) per alberi meccanici sono guarnizioni a forma di anello composte di un'anima metallica, un labbro di tenuta in elastomero sintetico ed una molla a spirale in acciaio. La tenuta dinamica si ottiene per mezzo dell'interferenza tra il labbro in elastomero e l'albero: quest'ultimo, infatti, esercita sul labbro una forze dette "carichi radiali"; al termine del rodaggio, lo spigolo di tenuta diventa una superficie piana larga da 0,4 a 1,3 millimetri. Sotto la superficie piana del labbro viene a crearsi una sottile pellicola di fluido spessa da 1 a 3 micrometri, mantenuta verso l'esterno per capillarità da un menisco tra il labbro di tenuta e l'albero (aumentare lo spessore della pellicola significa aumentare anche la pressione del fluido e, dunque, rischiare la rottura del menisco).

Le condizioni di funzionamento degli anelli di tenuta dipendono da vari fattori:

  • temperatura: un aumento della temperatura determina l'abbassamento della vita media dell'anello; bisogna monitorare tanto la temperatura del fluido quanto il calore sviluppato per attrito tra lo spigolo di tenuta e l'albero;

  • pressione: generalmente gli anelli di tenuta sopportano pressioni non superiori a 0,3 bar, anche se possono essere prodotti modelli che lavorano a 7 bar di pressione;

  • velocità: questo parametro dipende dal diametro, dal materiale e dal numero di giri previsto;

  • lubrificazione: gli anelli di tenuta non possono funzionare a secco, perché il fluido serve allo scorrimento e al mantenimento della temperatura ottimale.

Tipologie di anelli di tenuta

Le tipologie in commercio prevedono anelli di tenuta:

  • di impiego universale;

  • con labbro parapolvere supplementare;

  • con parte metallica scoperta (per lavorazioni precise);

  • con copertura dello spessore metallico;

  • con doppia armatura metallica (per condizioni di lavoro difficili);

  • con inserto parzialmente ricoperto di gomma;

  • con gomma ondulata;

  • a due labbri e due molle;

  • per alta pressione (fino a 4-5 bar);

  • per alta pressione (fino a 100 bar);

  • con rigature in rilievo per rotazione destra, sinistra o bidirezionale;

  • compositi in gomma e poliuretano (anche a doppia tenuta per impieghi gravosi);

  • con metallo scoperto e labbro speciale (in caso di eccentricità dell'albero);

  • con doppio labbro, due molle e doppia armatura metallica;

  • con labbro semplice e doppia armatura metallica;

  • per lavatrici;

  • per forcelle a due labbri e due molle;

  • per forcella a due labbri con parapolvere;

  • per ammortizzatori;

  • di tenuta speciale con lubrificante a grasso interno per impieghi agricoli;

  • altri modelli.
Anelli di tenuta - Euro Bearings
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1 agosto 2011 1 01 /08 /agosto /2011 09:56

Se il vostro sogno di sempre è aprire una libreria di quartiere e creare un circolo di lettori affezionati e colpiti dal vostro lavoro, siete nel posto giusto: seguite i consigli di questa guida per creare la vostra cartolibreria e renderla speciale con alcune semplici accortezze.

Innanzitutto, procedete con la ricerca di un locale adatto a diventare la vostra libreria: a meno che non siate gli unici nel raggio di qualche chilometro o non vendiate prodotti di nicchia, fate in modo di essere in una posizione centrale; per iniziare è meglio restare per qualche tempo in affitto, così da saggiare la situazione per il futuro. Fatto questo, è sufficiente iscriversi alla Camera di Commercio del comune di appartenenza.

Potreste poi avere bisogno di agevolazioni finanziarie o prestiti bancari per gestire l'allestimento della libreria: oltre ai mobili, al registratore di cassa e a eventuali decorazioni, infatti, dovrete sostenere i costi iniziali dei libri e del materiale di cartoleria che venderete.

Il modo migliore per rifarsi delle spese e guadagnare una clientela affezionata è puntare, più che sulla quantità, sulla qualità della merce e del servizio offerto: a seconda del tipo di clienti potreste vendere anche soprammobili, oggettistica per l'arredamento, strumenti per l'ufficio (raccoglitori, calcolatrici, agende speciali...), giochi per i bambini, magliette disegnate per i ragazzi e tanto altro ancora. Inoltre, se avete spazio a disposizione e qualche altra persona che vi aiuti, sarebbe carino inserire una zona dotata di tavolini e sedie (o di un semplice bancone) per offrire pasticcini, caffè e bibite agli avventori: i lettori della zona verranno spesso a passare qualche minuto nella vostra particolare cartolibreria e, tra una chiacchiera e un dolcetto, comprare qualcosa da leggere.

Un ultimo consiglio è quello di creare da subito un sito web aggiornato con fotografie, indirizzo, email per i contatti e possibilità di prenotare testi e materiale scolastico via Internet: in questo modo sarete competitivi sul mercato locale e verrete apprezzati da tutti i clienti che vanno di fretta.

Buon inizio!

profumo di carta
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21 luglio 2011 4 21 /07 /luglio /2011 09:47

Rifornire e arredare un bar può sembrare difficile, ma con alcuni semplici accorgimenti è possibile realizzare una vetrina e un interno di qualità con una spesa adeguata. L'importante è fare attenzione alle informazioni che vengono dall'esterno e avere un buon senso estetico (o qualcuno che lo abbia per voi): leggete il resto dell'articolo per scoprire come fare!

Idee vicine e lontane

Creare l'arredamento per bar (o, come si dice oggi, dedicarsi all'interior design del locale) non è solo questione di soldi o di colpo d'occhio, ma anche di attenta conoscenza del settore in generale, dei gusti della clientela e dello stile della zona in cui è situato il bar.

Potreste, ad esempio, ispirarvi a qualche locale famoso nel mondo per realizzare un adattamento o un'imitazione inconfondibile. Un altro metodo vincente è quello di andare "per vetrine" nella via dove si trova il vostro bar e trovare qualche elemento comune a tutti i negozi: potrebbero avere tutti gli stessi colori, lo stesso carattere di stampa nell'insegna, gli elementi della stigliatura dello stesso fornitore o gli stessi marchi in vetrina; al contrario, potreste realizzare un interno e una vetrina diametralmente opposti a quelli dei vostri vicini, per creare un prodotto unico e accattivante.

Talvolta, inoltre, è utile ascoltare i commenti e i suggerimenti dei clienti, oppure dedicare del tempo a studiare gli avventori: l'età, il sesso, l'orario di punta, il tipo di richieste e la qualità delle conversazioni sono elementi molto importanti per decidere non solo cosa vendere di più, ma anche per scegliere l'arredamento e gli svaghi da offrire ai clienti (ragazzi nel doposcuola o impiegati il sabato sera hanno chiaramente esigenze diverse).

Arredare il bar

Dopo aver raccolto queste informazioni preliminari e aver steso una prima bozza di come vorreste vedere il vostro bar, ragionate soprattutto sugli spazi che avete a disposizione e sugli oggetti che vorrete esporre: un locale di piccole dimensioni deve accontentarsi di qualche mensola e due tavolini, mentre un bar più esteso può anche azzardare l'acquisto di oggetti più voluminosi e zone più comode per il rinfresco dei clienti.

In quasi tutti i bar è esposta una vetrinetta o una mensola con bottiglie di liquori e bibite: createla con cura, prestando attenzione agli elementi cromatici e alle dimensioni, magari aggiungendo qualche soprammobile o elemento di stacco. Che ne compriate uno o dieci, fate in modo di avere tavolini e sedie in linea con il resto del locale e pratici da utilizzare (stabili e con antiscivolo); fornite sempre tovaglie, fazzoletti e sottobicchieri, magari con il vostro marchio stampato.

Se ne avete la possibilità, offrite ai vostri clienti la possibilità di divertirsi giocando a carte o a biliardo: è un buon modo per guadagnare o per attirare nuova clientela.

a bar in Switzerland | Source | Date | Author Rama | Permission I , tWhat's your drink?
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20 luglio 2011 3 20 /07 /luglio /2011 11:34

Una volta individuati i rifiuti pericolosi tra i tanti scarti che si producono quotidianamente, è necessario sapere come trattarli, come classificarli secondo le ultime normative europee e a chi rivolgersi per smaltirli in modo corretto e sicuro. Proseguite la lettura per scoprire come fare e a chi rivolgervi in caso di necessità.

Tipologie

I rifiuti pericolosi sono rifiuti speciali e rifiuti urbani non domestici segnalati con un asterisco nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER). Tale categoria si suddivide in diverse classi di pericolo a seconda della tipologia o dei danni ambientali che il rifiuto può produrre; esso può essere:

  • esplosivo,
  • comburente,
  • facilmente infiammabile,
  • infiammabile,
  • irritante nocivo,
  • tossico o molto tossico,
  • cancerogeno,
  • corrosivo,
  • infetto,
  • teratogeno,
  • mutageno,
  • ecotossico,
  • sorgente di sostante pericolose,
  • in grado di liberare gas tossici o molto tossici a contatto con l'acqua (ciascuna di queste categorie ha un proprio codice CER a sei cifre).

Smaltimento

Per avviare un corretto smaltimento dei rifiuti (solidi, liquidi o in forma di liquame) è innanzitutto necessario catalogarli seguendo le indicazioni dei moduli per i rifiuti MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale); compilare il modello MUD consente di effettuare la denuncia dei rifiuti nelle modalità previste dalla legge.

Poiché secondo il Decreto Legislativo 205/2010 "la gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse", stanno sorgendo molti centri dedicati al corretto smaltimento degli scarti urbani e industriali: alcune di queste sono la IT Risorse (Itrisorse.it) e il Centro Interdipartimentale di Servizi "A. Vallisneri", che dipende dall'Università di Padova.

La IT Risorse segue l'intero processo di smaltimento del rifiuto pericoloso e offre consulenze a tutte le persone coinvolte nella delicata questione; i suoi interventi sono sempre ecocompatibili, coerentemente con l'impegno dimostrato nell'eliminazione dei rischi provocati dagli scarti nell'ambiente.

Il C.I.S. "A. Vallisneri" di Padova, invece, è specializzato nella gestione dei rifiuti sanitari pericolosi: questi comprendono carcasse di animali utilizzati a scopo scientifico oppure materiali contaminati da sangue, microrganismi e colture cellulari potenzialmente perniciosi per l'uomo, tessuti umani o animali, liquidi organici umani o animali. Come tutti gli altri rifiuti pericolosi, anche quelli sanitari non vanno scaricati nelle fogne o nei comuni cassonetti della nettezza urbana e vanno catalogati secondo il codice CER di appartenenza.

Discarica abusiva nel quartiere Sperlinga di it:Niscemi | Niscemi (foTrash1 Lambro River, pollution, oil, Milano, Lambro Park, 1 Fiume Lambro, i
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19 luglio 2011 2 19 /07 /luglio /2011 19:38

In questo articolo troverete informazioni sulla legislazione nazionale relativa alle agevolazioni per le nuove imprese e altre informazioni utili circa i prestiti per i giovani imprenditori e i finanziamenti per le attività.

Modalità di sostegno alle nuove imprese

I finanziamenti per le nuove attività sono essenzialmente di due tipi:

  • finanziamento: prestito con tasso d'interesse vantaggioso per chi lo richiede (inferiore a quello richiesto di solito dalle banche); prevede un periodo di preammortamento in cui il richiedente deve versare solo gli interessi; viene concesso sulla base di garanzie reali e solo dopo che l'attività è stata avviata;
  • contributo a fondo perduto: viene calcolato in percentuale sulle spese ritenute necessarie per l'avvio dell'attività; è erogato alla presentazione delle fatture quietanzate relative alle suddette spese e non prevede la restituzione del capitale o degli interessi.

Vediamo nel dettaglio quali leggi regolano i finanziamenti per le aziende.

Legislazione nazionale dedicata

Le principali leggi di cui tenere conto sono quattro:

  • Interventi per lo sviluppo dell'imprenditoralità giovanile (Legge 29 marzo 1995, n. 95): per usufruirne, la società deve essere composta per la maggior parte da persone con età compresa tra i 18 e i 35 anni; i finanziamenti UE sono concessi solo se l'azienda e i titolari risiedono in zone "depresse" della Comunità Europea; l'ammontare delle agevolazioni, che possono essere di entrambi i tipi descritti in precedenza, varia a seconda dell'azienda;
  • Agevolazioni per giovani agricoltori (Legge 23 maggio 1997, n. 135): la legge finanzia solo imprese già esistenti condotte per la maggior parte da imprenditori di 18-35 anni; si differenzia dalla legge precedente, che concede un finanziamento solo per nuove aziende;
  • Interventi per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile nei settori della fruizione di beni culturali, del turismo e della manutenzione delle opere civili e industriali (Legge 19 luglio 1993, n. 236): prevede agevolazioni per nuove imprese giovanili nei suddetti settori e anche in quelli dell'innovazione tecnologica, della tutela ambientale, dell'agricoltura e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali; i prestiti sono accordati nelle due forme previste in precedenza;
  • Prestito di onore (Legge 28 novembre 1996, n. 608): legge rivolta esclusivamente a imprese a conduzione individuale e alle iniziative di lavoro autonomo di inoccupati e disoccupati residenti nel territorio in cui tale legge è valida; per accedere a questa agevolazione bisogna superare una selezione e frequentare un corso di formazione obbligatorio; i prestiti per l'attività possono essere concessi per il 60% in forma di contributo a fondo perduto e per il restante 40% sotto forma di finanziamento a tasso agevolato.
1 gru del cantiere presso la C.C.I.A.A. | Source | Author Qazxsw | DaUlivi
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17 luglio 2011 7 17 /07 /luglio /2011 10:37

Questa guida vi spiega le operazioni più importanti da compiere per aprire un negozio di arredamento e, una volta ultimate le procedure burocratiche iniziali, per conquistare e conservare la clientela. Seguite le istruzioni e sarete pronti per dare inizio alla vostra attività commerciale.

Come iniziare?

Quello dell'arredo per la casa è un settore in crescita, sempre nuovo e molto vario; in ogni modo, sia che vi occupiate di un semplice negozio del "fai da te" o che vi dedichiate alla vendita di mobili pregiati, ci sono alcuni fattori di partenza da considerare. Innanzitutto, avrete bisogno di un buon capitale iniziale (circa un milione di euro, secondo dati raccolti nel 2011): poiché il mercato dell'arredamento ruota soprattutto intorno a pochi grandi nomi, dovrete avere la possibilità di offrire prodotti alternativi e di mantenere l'attività in periodi meno redditizi. Inoltre dovrete essere dotati di spirito imprenditoriale, conoscere persone che vi possano aiutare (banche, rappresentanti, fornitori, commercialisti, dipendenti, società esterne) e sapervi relazionare col pubblico in ogni situazione; un altro fattore che sicuramente giocherà a vostro vantaggio è l'ubicazione del negozio o del centro di esposizione, che darà i frutti migliori in zone trafficate o che si possano dotare di un ampio parcheggio.

Calcolate anche la metratura di cui avrete bisogno a seconda del tipo di beni che venderete: mediamente un negozio di mobili per la casa e cucine necessita come minimo di 500 o 600 metri quadrati per l'esposizione, a cui va aggiunto lo spazio del vostro ufficio per le vendite e le relazioni.

Proseguire l'attività

Dopo aver acquistato la vostra prima fornitura dovrete pubblicizzarvi il più possibile, sia su giornali locali che via Internet (potreste, se avete grandi progetti, realizzare un sito web); ricordate sempre di curare l'aspetto del vostro centro di esposizione e dare al cliente un'impressione di accoglienza e limpidezza nel servizio che offrite, in modo che si convinca della vostra qualità e torni per acquisti futuri. Non badate a spese nella realizzazione di cataloghi, mostre, promozioni, sconti per clienti affezionati e agevolazioni per giovani acquirenti: se avete davvero intenzione di entrare nel mare del commercio d'arredamento, dovete essere in grado di cavalcare l'onda e proporvi in modo fresco, giovane e positivo!

Un ultimo consiglio: se non siete specializzati in un solo genere di mobilio (cucina, camera da letto, camerette per bambini...), fate attenzione al tipo di richieste dei clienti e decidete, se necessario, quale parte della collezione arricchire e quale abbandonare nel corso del tempo.

ArredamentoCorridoio
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